mercoledì 28 maggio 2014

L'influenza dei blogger sul consumatore finale , cosa fa un blogger? Cos'è un blog?



Cosa vuol dire blogger?


Chi sono i blogger ?

Quante volte vi sarà capitato di sentire  questa domanda?





Nel caso di specie, i tanto utili  dizionari e wikipedia non vengono in aiuto, poiché se cercate il  significato del termine blogger  troverete soltanto: persona che scrive il suo blog...

Non traete conclusioni affrettate, essere blogger non è come far parte di una setta religiosa non regolamentata, niente paura, pur non avendo un'identità e una collocazione precisa, é semplice spiegare che i blogger svolgono  un lavoro molto importante in questo particolare momento storico in cui vengono considerati autorevoli esperti e trattati alla stessa stregua di giornalisti.

E perché vi chiederete visto che non sono iscritti all'albo dei giornalisti?
( state tranquilli,  molti di loro hanno studiato e  molti di loro  sanno usare il congiuntivo, questo sconosciuto, a volte  poco utilizzato anche da molti sedicenti giornalisti).

La risposta é semplice : perché non esiste un albo di blogger(  io spero che  un giorno possa esistere davvero).

Naturalmente, come in tutti i settori, l'offerta é tanta, quindi non generalizziamo e consideriamo che solo chi lo merita veramente gode di questo rispetto acquisito con sudore e fatica.


Cercheremo di capire meglio questa interessante realtà del momento e del futuro, con l'aiuto di studi e ricerche effettuati dal Politecnico di Milano e Mimesi ( Reed Business Information).


Diversi studi e ricerche universitarie hanno evidenziato che i blogger hanno un impatto molto forte sull'opinione pubblica e sui consumatori finali, molti di loro sono opinion leader, influencer e cool hunter.

Per questo motivo, anche in Italia,  sull'onda di altri paesi che hanno aperto e spianato la strada, i blogger sono invitati a tutti gli eventi più importanti, alle sfilate delle fashion week,  sfilano sui red carpet e alle feste più in, partecipano in qualità di esperti e giurati a manifestazioni specializzate.

Eh sì, i blogger sono diventati una categoria a volte molto detestata da chi ne subisce il successo e l'influenza.

Vi rimando ad un altro articolo che scrissi mesi fa sugli influencer e sul potere che esercitano i cool hunter sul consumatore finale, qui lo potete leggere.

I cool hunter, gli influencer e molti blogger, 
sono considerati i nuovi punti di riferimento di giovani e lettori che prima di effettuare un acquisto cercano consigli e indicazioni, questo da quanto emerge dalla ricerca sopra citata , il  professor Lucio Lamberti, evidenzia come  i blog siano diventati sempre più autorevoli e preponderanti nelle decisioni dei consumatori, anche  perchè nella maggior parte dei casi, scritti  da esperti imparziali  della materia = fiducia.





Questa ricerca ha evidenziato che ci sono 8 milioni di italiani che si affidano ai social network prima di effettuare un acquisto e altri 15 milioni che si affidano ai blogger di riferimento, un risultato sorprendente ed inaspettato, dichiara il dottor Levi, intervistato.

La pubblicità sui blog si demoltiplica e non si esaurisce con la copia della rivista gettata. 

Ecco perché  la pubblicità sui blog ha un valore altissimo e una potenzialità che oggi, la maggior parte delle aziende riconosce e  sono sempre più numerosi i brand che si rivolgono ai blogger per essere rappresentati.

Certo, non ci si sveglia un mattino pensando di aprire un blog di successo, solo una minima parte di blogger hanno un successo esponenziale, ma la passione e l'amore per l'argomento trattato molte  volte compiono il miracolo.

E termino citando il titolo di  un post che ho scritto nel 2012..

Meglio un post o uno spot?

Nel dubbio: sostenere l'esame per diventare giornalisti pubblicisti ... e  chiudere diverse bocche.



testo e contenuti
Maria Elena Capelli
Tuttepazzeperibijoux
©2014 Copyright


15 commenti:

  1. che bell'articolo cara..
    a volte credo che solo la passione per quello che si fa ci spinga ad andare avanti e a tenerlo sempre aggiornato..
    cmq, hai ragione..meglio sostenere quell'esame..

    RispondiElimina
  2. molto interessante questo post:))

    Federica
    http://www.thecutielicious.com
    The Cutielicious


    RispondiElimina
  3. complimenti per il post mia cara, chissà se un giorno davvero esisterà un albo dei blogger magari ci sarà anche una scrematura visto che adesso tutti si svegliano la mattina e decidono di aprire un blog..questo è un argomento spinoso meglio che concludo qui altrimenti andrei avanti una settimana, complimenti anche per l'articolo sul giornale
    I LOVE SHOPPING

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ciao Fede, infatti per essere imparziale ho citato le ricerche di Mimesi e del Politecnico di Milano , anche il mio pensiero e' abbastanza articolato e ho evitato di esporlo per essere oggettiva ;))

      Elimina
  4. Mi piace questo post e complimenti per l'articolo sul giornale!!!
    Marina
    http://www.maridress.blogspot.it/

    RispondiElimina
  5. wow wow wow che bel post Elena ! Sarebbe bello se mai un domani potesse esistere un albo ... chissà :-P
    New POST
    EIDesign Glamour

    RispondiElimina
  6. Bel post!! :)

    www.deboragemin.it

    RispondiElimina
  7. Elena io non mi sento un influencer, è vero che io non ho i tuoi 132000 lettori al giorno e non ho le tue competenze, quindi forse è anche per questo.
    Però io non bloggo per lavoro ma per hobby, ho un fashion blog senza pretese che è più uno sfogatoio personale ma onestamente non ho le competenze per entrare un giorno in un eventuale albo delle bloggers. Però riesco a comprendere il tuo pensiero.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ahh ah ahhh ahh Francesca oltre a non usare i congiuntivi, a volte i giornalisti sbagliano anche con qualche zero di troppo! grazie per averlo fatto notare, sai che non me ne ero accorta?
      Io invece ho aperto il blog per passione, é la sola cosa che mi anima..e poi mi sarebbe costato meno di un anno in analisi...

      Elimina
  8. ciao Elena, trovo intelligente ed imparzale l' articolo, e offre un occasione di riflessione ,
    per tutti, soprattutto hai espresso benissimi il concetto della pubblicità di giornale buttato via e quella etenra dle post, anche per questo il blog diventa lavoro, so per esperienza come lo sai tu che un post anche degli inizi puo' gnerare un mare di click curiosità e vendite, anche senza 9.000.000 di fan, ciò che è importante è riconoscere il ruolo di influencer sia nelle realtà enormi che in quelle contenuti, stesso discorso per l' irrilevanza di un post, inoltre anch ese diventa lavoro, la passione costituisce certamente la credibilità di blog che seguo come :) essere felici per quello che si fa e farlo bene con grinta è la cosa migliore ;)
    a presto e complimenti per le tue capacità di spiegare i concetti ;)
    Amy

    RispondiElimina
  9. ciao Elena, trovo intelligente ed imparzale l' articolo, e offre un occasione di riflessione ,
    per tutti, soprattutto hai espresso benissimi il concetto della pubblicità di giornale buttato via e quella etenra dle post, anche per questo il blog diventa lavoro, so per esperienza come lo sai tu che un post anche degli inizi puo' gnerare un mare di click curiosità e vendite, anche senza 9.000.000 di fan, ciò che è importante è riconoscere il ruolo di influencer sia nelle realtà enormi che in quelle contenuti, stesso discorso per l' irrilevanza di un post, inoltre anch ese diventa lavoro, la passione costituisce certamente la credibilità di blog che seguo come :) essere felici per quello che si fa e farlo bene con grinta è la cosa migliore ;)
    a presto e complimenti per le tue capacità di spiegare i concetti ;)
    Amy

    RispondiElimina
  10. Ciao Maria Elena,
    Articolo interessante visto l'argomento che proponi. Concordo con te su molti aspetti eccetto uno: l'istituzione di un Albo dei Blogger.
    I blog sono nati per essere liberi e ti assicuro che spesso è proprio questa libertà di parola e azione che ci invidiano i giornalisti. Allo stesso tempo però queste libertà hanno portato molti blogger ad approfittarsene monetizzando in tutti i modi possibili ogni spazio sfruttabile, dai banner a veri e propri accordi e smarchettamenti vari, proprio come succede nei piani marketing delle testate che per legge devono essere regolamentati con prezziari stabiliti che invece i blogger non contemplano. Allora dobbiamo spostarci sul piano etico (che a quanto pare non interessa più a nessuno!!!) e chiederci quanto siano liberi, obiettivi e veritieri i pareri e le opinioni dei blogger? Quando vediamo tanta (troppa) pubblicità, ci possiamo davvero fidare del parere di quel blogger? Ecco allora che per giustificare i troppi flussi di marchette si sono diffuse le espressioni che hai elencato come influencer ed opinion leader. Io non sono contrario alla monetizzazione, ma condanno lo smarchettamento selvaggio e purtroppo il mondo del blogging ne è pieno, talmente tanto che il pubblico ignaro, a volte non colto, o addirittura troppo giovane, non riesce a capire dove finisca l'opinione del blogger e inizi il comunicato stampa. Io preferirei che più che un albo, esista una regolamentazione/legge che limiti la disonestà, ma non la nostra libertà.
    Un abbraccio
    Alessandro - The Fashion Commentator

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Alessandro, comprendo il tuo pensiero, e per certi aspetti lo condivido, soprattutto quando parli di markette e banner che nulla hanno a che vedere con una selezione accurata al fine di proporre marchi di qualita' e innovativi al nostro pubblico, ecco, il motivo per il quale, ho una rubrica che in modo obiettivo e oggettivo evidenzia i miei no..personali e senza condizionamenti... quando decido di inserire un banner sul mio blog, lo presento ai lettori, spiegando i motivi che mi hanno portato a quella scelta, inoltre cerco sempre di proporre marchi, non in concorrenza tra loro, che possano offrire un valore aggiunto al pubblico dei mie lettori, questo e' quello che io reputo serieta', poi rispetto il modo di operare di tutti pur non condividendolo, le leggi quando ci sono sono spesso violate e come ben sai, ognuno e' libero di agire secondo coscienza e quindi anche di infrangerle... ma questa è un 'altra cosa, se potesse valere il buon senso e la professionalita' , non saremmo qua a parlarne no? Hai ragione i blog sono nati per essere liberi, e lo ritengo giusto, e' questo l'aspetto puro ed essenziale, ma poi si comincia a parlare di regolamentazione perche ' i blog, avendo assunto un'importanza molto rilevante, sono sotto accusa proprio da gli punta il dito contro, proprio per il fatto di non essere giornalisti o iscritti all'albo... un cane ( o gatto ) che si morde la coda insomma... un abbraccio!

      Elimina
    2. * da chi gli punta il dito contro. ^_^

      Elimina

grazie per avermi lasciato un commento, risponderò ad ogni vostra domanda e curiosità, se cercate un gioiello particolare scrivetemi.