lunedì 26 marzo 2018

Baselworld 2018





 
















E  Baselworld 2018 sta per mettere la parola fine ad un'edizione tanto attesa e tanto chiacchierata, di cui tutti i giornali hanno parlato.
Chiude  domani  il Salone dell'Orologeria e della Gioielleria piu importante del mondo, avete ancora una giornata per visitarla se non lo avete ancora fatto.

Barcolla ma non molla mi verrebbe adire alla luce della mia visita e dell'opinione che mi sono fatta in due giorni in cui l'orologeria del lusso  ha ceduto il passo solo per pochi attimi all'alta gioielleria.
I grandi assenti di questa edizione?
Un'edizione preceduta da molta polemica e dai grandi assenti.

Hermès, Ebel, Eberhard & Co, Festina non pervenuti in questa edizione.


In poco più di due anni il numero degli espositori è sceso a circa 700.
E se è vero che la qualità non va di pari passo con la quantità...
Poco male dico io, visto che ho basato il mio successo su qualità e non quantità.
E devo dire che ancora una volta a Baselworld la qualità non è mancata.
Organizzazione per  i visitatori sempre molto curata ed efficace, scenografie e coreografie suggestive e opulente, fiori un po' sofferenti  al terzo giorno... mmmm no al terzo giorno su sei no...



Nella Hall hanno aperto   le danze come sempre  i colossi Patek Philippe  Tag Heuer, Breguet, Rolex, non mancano gli spettacoli scenografici, Hublot con i giochi di prestigio degli orologi che compaiono e scompaiono.


Per l'alta gioielleria non mancano i colossi e le grandi maison come Graff, Jacob &Co. Harry Winston, Messika, Bulgari, De Grisogono per citarne qualcuno.

Qualcuno mi spieghi cosa ci fa  Swarovski con una struttura che pare un hotel piuttosto che uno stand  a Baselworld?



Una delle mie preferite da sempre è Maria Gaspari preceduta solo da Jacob & Co.

Qualche grande brand ha fatto sapere, ( Fope per esempio ) di aver battuto il record di appuntamenti con i buyer e anche per auliche brand vecchia conoscenza pubblicata su Tuttepazzeperibijoux non è andata poi cosi male, Redline Univers per esempio, Dinh Van 

Nessuna traccia della Design Lab, area dedicata ai brand emergenti della fine jewelry d'autore, peccato mi era piaciuta cosi tanto l'anno scorso, ecco appunto.

Tentativo fallito  quindi, quello di portare a Baselworld la fashion jewelry e fine jewelry pret a porter, settore bijou compreso. ( si bijou  senza x quando è usato al singolare come in questo caso, non è mai troppo tardi per farlo imparare anche ai giornalisti che sbagliano troppo sovente).



La hall  3 che ho visitato con grande attenzione poiché  parecchio interessata come direttore creativo di brand produttori,  mi ha aperto un mondo su quello che le nostre fiere italiane non offrono a livello di selezione di pietre, gemme e perle di altissimo livello, l'alta gamma che non deve mancare se si parla di qualità.


Sarà servita a qualcosa  la controBaselworld organizzata a La Chaux de Fonds ( Ne) durante il Salone?
Un contro evento denominato
Technical  Watchmaker Show ( be io ve lo dico, secondo me con questo nome non avrà fatto molto danno )



Va be'  Baselworld   in fondo hai provato ad essere più  democratica,  apprezziamo lo sforzo, si parla tanto di crisi e hai voluto rimanere in linea, dando un segnale di sobrietà, hai persino risparmiato sul buffet e sui  cataloghi tanto ambiti e a far bella mostra di sé sui tavolini  dei salotti denoantri.

 A parte gli scherzi, Baselworld deve riformarsi scrivono molte testate, ma non solo Baselworld dico io.


Se tutti nel nostro piccolo puntassimo alla qualità piuttosto che alla quantità, si sarebbero risparmiati fiumi di inchiostro.



Non perdete i prossimi post, in cui vi presenterò le  novità di Patek Philippe, Rolex, Breguet, Hublot e molti altri.



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